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Da oltre 40 anni il Cantiere Foschi di Cesenatico continua a costruire traghetti e trasporto passeggeri in legno fino a 40 metri di lunghezza. Recentemente al cantiere è stata affidata anche la manutenzione ordinaria e straordinaria delle barche storiche del Museo galleggiante della Marineria, una collezione unica nel suo genere in tutta Europa.
Di Paolo Maccione – Ottobre 2012
Fotografie di Paolo Maccione

 

Il trasporto passeggeri Grecale in riparazione (1)1969: ARNALDO FOSCHI FONDA IL CANTIERE
Il cantiere Foschi di Cesenatico è stato fondato nel 1969 da Arnaldo Foschi, che in gioventù si era fatto le ossa come falegname prima presso la ditta Meneghello e poi presso il cantiere Marconi, entrambi di Cesenatico. Al capannone principale, profondo 40 metri e largo 12 metri, nel corso degli anni se ne è aggiunto un altro, tanto che oggi il cantiere si estende su una superficie totale di 2500 metri quadrati. La prima unità costruita da Arnaldo Foschi, morto nel 1999, si chiamava Albatros ed era un trasporto passeggeri lungo circa 18 metri. A quell’epoca le coste romagnole, dai lidi ravennati a Riccione, cominciavano ad essere invase da imbarcazioni a motore che proponevano ai bagnanti crociere lungocosta. Grazie al basso pescaggio potevano caricare i turisti direttamente sulla spiaggia. Con il passare degli anni in cantiere hanno cominciato a lavorare anche i figli di Arnaldo Foschi: Massimo (scomparso nel 2007 a 51 anni), Ulisse e Andrea, il figlio più giovane nato nel 1975.
 
QUASI 90 BARCHE, FINO AL 38 METRI PER 450 PASSEGGERI
Durante oltre 40 anni di vita, il cantiere Foschi ha varato circa 90 imbarcazioni. La più grande è stata il 38 metri Eolian Queen, commissionata dalla TarNav di Milazzo e destinata in Sicilia, costata circa 4 milioni di euro e in grado di trasportare fino a 450 passeggeri. Contestualmente alla sempre più elevata dimensioni degli scafi è mutata anche la tecnica di realizzazione dei traghetti. La tradizionale costruzione a fasciame calafatato, tipica dei pescherecci e delle imbarcazioni da lavoro, è stata infatti abbandonata in favore di compensati marini lamellari e superlamellari, metodologia già adottata da Foschi nei primi anni Settanta. L’attività non ha mai conosciuto crisi e in alcuni periodi il cantiere varava anche 4-5 barche ogni anno, spesso destinate in Liguria, Sardegna, Calabria, Sicilia e Campania.
 
Il cantiere Foschi di Cesenatico in una foto depocaCOME NASCE UN TRASPORTO PASSEGGERI IN LEGNO?
Barche d’Epoca e Classiche ha chiesto a Ulisse Foschi come nasce un trasporto passeggeri in legno. “Si parte da una chiglia impalellata in mogano lamellare multistrato”, racconta, “alla quale si fissano grandi ordinate in mogano massello, correnti longitudinali, bagli in mogano o okoumè e madieri in mogano. In coperta si posa uno strato di compensato da 15 millimetri e poi doghe in doussiè dello spessore di 18 millimetri. Per la fasciatura si applicano due strati esterni di superlamellare. Su uno scafo di 30 metri il fondo viene realizzato con due fogli di compensato da 24 e 7 millimetri, mentre per le fiancate si posa un pezzo unico da 28 millimetri. Gli incollaggi li realizziamo ancora con l’ottima, e solo apparentemente obsoleta, colla rossa”. “L’intera cubatura compresa tra la chiglia e l’altezza del primo ponte”, continua Ulisse, “è dedicata integralmente all’installazione di macchinari, attrezzature e a una serie di compartimenti stagni che garantiscono un’elevata riserva di galleggiabilità in caso di collisione”. “I legnami”, conclude, “vengono spesso forniti dalla ditta lombarda Bellotti, i motori sono MTU, Caterpillar, Volvo, Fiat o MAN. Oltre ai flap poppieri ed eventuali stabilizzatori, dai primi anni Duemila montiamo anche l’elica di prua, diventata ormai indispensabile in fase di ormeggio.
 
La costruzione del 38 metri Eolian Queen, avvenuta nel 2006 (1)GRECALE’, RITORNO IN CANTIERE DOPO UNA COLLISIONE
Grecale’ è un trasporto passeggeri lungo 21,70 metri, costruito dal Cantiere Foschi nel 1999. L’imbarcazione, in grado di accogliere fino a 150 passeggeri, viene impiegata per gite turistiche nella zona di Capri. Il 25 aprile di quest’anno ‘Grecale’ è stata vittima di una collisione: un aliscafo ha infatti provocato danni rilevanti sia alla prua che alla poppa del traghetto. La costruzione monolitica e gli spessori dei legnami impiegati in fase di costruzione hanno permesso al traghetto di sopportare perfettamente l’urto. Dopo il trasferimento dell’imbarcazione a Cesenatico sono state effettuate le riparazioni del caso e ‘Grecale’ ha potuto riprendere la sua normale attività di navigazione.
 
IL RESTAURO DELLE BARCHE DEL MUSEO DI CESENATICO
Al cantiere verrà affidata un’importante commessa, quella relativa al restauro e manutenzione delle imbarcazioni del Museo Galleggiante della Marineria di Cesenatico. Già nel 2009 i fratelli Foschi avevano restaurato Giovanni Pascoli, ammiraglia della flotta, un trabaccolo lungo 20,50 metri costruito nel 1936 dal cantiere Rondolini di Cattolica. L’intervento si era reso necessario dopo che il trabaccolo, a causa del deterioramento dello strato di vetroresina che ricopriva lo scafo (era dal 1984 che non veniva spostato), aveva iniziato a imbarcare acqua, tanto da farlo adagiare sul basso fondale. Il restauro ha garantito la galleggiabilità dell’imbarcazione che non dovrà navigare, ma rimanere ormeggiata stabilmente nel canale leonardesco di Cesenatico, impreziosendo una collezione di barche storiche unica nel suo genere in tutta Europa. La prossima imbarcazione che verrà restaurata dai Foschi sarà il bragozzo San Nicolò del 1954, una barca a fondo piatto originaria della città di Chioggia un tempo adibita alla pesca e oggi impiegata per insegnare, grazie ai corsi di navigazione storica organizzati dal Museo, come si conduce uno scafo armato con le caratteristiche e variopinte vele al terzo.
 
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