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Edvir, Red, Star 22, Ilda, Danae, Patience, Anni Venti, Alzavola, Dovesesto, Tirrenia II, Magda XIII, The Blue Peter, Estella, Clever, Mopi, Oenone, Sans Souci, Agostina, Lill-Yrsa, Capitan Lipari, Dragoncello, Eilean, Radha, Rosalù. Sono solo alcune delle imbarcazioni d’epoca e classiche restaurate nel corso degli ultimi anni dal cantiere Del Carlo di Viareggio, fondato nel 1963 da Francesco Del Carlo. Oggi l’attività prosegue senza sosta e vede coinvolti non solo Guido e Marco Del Carlo, figli di Francesco, ma anche il nipote Adriano, promettente terza generazione di questa infaticabile famiglia di restauratori già definita i ‘Principi’ del restauro di barche in legno.
Di Paolo Maccione – Ottobre 2013
Fotografie di Paolo Maccione

Francesco Del CarloDEL CARLO, MEZZO SECOLO DI RESTAURI DI BARCHE IN LEGNO

Il Cantiere Navale Francesco Del Carlo di Viareggio nasce ufficialmente nel 1963 ad opera di Francesco Del Carlo, classe 1927, ex capocantiere di Codecasa. All'epoca l'attività, svolta presso la sede storica in Darsena Italia a Viareggio, attrezzata con tre scali di varo e alaggio, riguardava principalmente la costruzione di pescherecci in quercia e pino fino a 20 metri di lunghezza, oltre alla ristrutturazione di barche da lavoro. Oggi molti di questi scafi navigano ancora e tornano periodicamente in cantiere per l'ordinaria manutenzione. La crisi del settore della pesca e il conseguente calo degli ordini ha spinto il cantiere a specializzarsi nel recupero di imbarcazioni da diporto in legno, attività nella quale sono stati coinvolti anche i figli Guido e Marco, nati rispettivamente nel 1955 e nel 1961. Numerosi gli interventi di restauro compiuti nell'ultimo ventennio su yacht d'epoca e classici, che hanno consolidato la fama del cantiere in questo settore.
 
ADRIANO DEL CARLO, LA TERZA GENERAZIONE
Oggi in cantiere, dove operano una decina di maestranze, è già operativa la terza generazione dei Del Carlo. Adriano, figlio di Guido, ha infatti partecipato ad alcuni importanti restauri tra cui quello di Eilean, il ketch del 1936 di Officine Panerai, la maison di alta orologeria sponsor dal 2005 del circuito internazionale Panerai Classic Yachts Challenge. Sarà lui che un giorno continuerà a mantenere in vita la nobile arte del maestro d'ascia, proseguendo l'attività fondata 50 anni fa dal nonno Francesco. Nel frattempo tutte le barche d'epoca uscite dal cantiere continuano a partecipare e ad essere ammirate ai raduni di vele d'epoca del Mediterraneo, da Imperia a Porto Santo Stefano, da Porto Cervo a Porto Rotondo, Antibes, Cannes, St. Tropez, Montecarlo, Napoli, Gaeta e alla stessa Viareggio, dove ogni anno si tiene un raduno organizzato dall'Associazione Vele Storiche Viareggio.
 
Il logo del Cantiere Del CarloDA EDVIR A STAR 22
Nel 1999 presso i Del Carlo è cominciata la nuova vita nautica del motoryacht Edvir del 1967, 360esima costruzione del cantiere Picchiotti di Viareggio, nato nel 1600 a Limite sull’Arno e rilevato negli anni Novanta dal Gruppo Perini Navi. Questa classica navetta semi-planante, lunga 23,39 metri, è costruita in triplo fasciame di mogano incollato dello spessore di 20 millimetri, con la coperta in teak. Fino al 1998, con il nome di “Marcellita”, batteva bandiera dell’Isola di Guernsey e apparteneva alla famiglia della nota cantante Marcella Bella, che la impiegava per compiere navigazioni soprattutto nelle acque della Sicilia. In un anno di lavori la barca è stata smantellata, per poi procedere alla reinstallazione e posa di tutti gli impianti, dell’accessoristica e della strumentazione di bordo, compreso un nuovo impianto antincendio. Alcune tavole di fasciame sono state sostituite, così come l’intero specchio di poppa, mentre sopra la vecchia coperta composta da doghe parallele longitudinali ne è stata posata una nuova in teak del tipo “a correre”, che ha portato ad oltre 40 millimetri lo spessore del ponte favorendo l’insonorizzazione dei locali sottocoperta.
Sempre nel 1999 il cantiere è intervenuto su Star 22, sloop Marconi lungo 20,50 metri, costruito nel 1969 dal cantiere Mingo di Riva Trigoso (GE) su piani di Anselmi Boretti. Adriano Del Carlo al lavoro su RadhaDopo la bruciatura e molatura dello scafo (asportazione della vecchia vernice) è stato ricontrollato tutto il fasciame in legno di iroko da 4 centimetri dell’opera viva e quello in cedro, di uguale spessore, dell’opera morta. L’unica sostituzione resasi necessaria è stata quella di un paio di tavole in prossimità della zona motore, per una lunghezza totale di circa 5 metri lineari. Oltre alla ricostruzione integrale dei trincarini e della falchetta è stata rifatta anche la coperta, sulla quale sono state posate doghe di teak “a correre” dello spessore di 14 millimetri, incollate su compensato marino senza utilizzare neanche una vite. Rivestita in teak anche la tuga e rifatte le finestrature. Tutti gli incollaggi sono stati effettuati usando resina epossidica West System. Sempre in coperta sono stati completamente ricostruiti i 6 boccaporti in legno di teak massello incastrato a “coda di rondine”. Il vecchio motore è stato sostituito con un nuovo Aifo diesel da 200 cavalli.
 
Alzavola del 1924IL RESTAURO DI ALZAVOLA
Nel 2001 è entrato in cantiere Alzavola, ketch bermudiano lungo 18,85 metri costruito nel 1924 dal cantiere inglese Philip & Son di Darmouth su piani di Claude Worth . Su questa bella barca, appartenuta al Presidente delle Vele Storiche Viareggio Enrico ‘Chicco’ Zaccagni, si è proceduti alla sostituzione di quasi tutti i madieri in acciaio forgiato con altrettanti in acciaio Aisi 316 e alla ricostruzione del 20 per cento delle ordinate in quercia. Rifacimento anche per la coperta in teak di Birmania, realizzata con compensato marino poggiato sui bagli e nuovi filarotti di teak incollati, per uno spessore totale del ponte di 37 millimetri. Nessuna sostituzione per il fasciame dello scafo, anch’esso in teak di Birmania da 4 centimetri, mantenutosi in perfetto stato dopo quasi 80 anni dal varo e sul quale è stata inserita nuova viteria in bronzo al silicio (non arruginisce, non ossida e non provoca correnti galvaniche).
 
Magda XIII del 1937MAGDA XIII, EX HERMINA III
Sempre nel 2001 è entrata in cantiere Hermina III (oggi Magda XIII), cutter bermudiano lungo circa 23 metri del 1937 realizzato dal cantiere norvegese Anker & Jensen su progetto di Johan Anker. Hermina III, il cui scafo in pino dell’Oregon su ordinate miste di acciaio e quercia somiglia ad un Dragone di grosse dimensioni (il progetto più famoso di Anker), era stata acquisita in Grecia da un armatore romano. Tra i numerosi interventi l’eliminazione delle grosse tughe realizzate a suo tempo per l’attività di charter cui era adibita, la sostituzione della coperta in teak e il ripristino dell’armo velico secondo i piani dell’epoca. Rinominata Magda XIII, come in origine, nel 2013 è stata venduta a nuovi armatori giunti dalla Scandinavia, dove ha continuato a navigare.
 
La goletta Anni Venti del 1925 (1)2002, ANNI VENTI TORNA DA DEL CARLO
Più sono grandi e meglio è, come nel caso della goletta aurica Anni Venti, realizzata nel 1925 dal cantiere Codecasa di Viareggio. Lunga 22 metri, larga 6 metri e con un bompresso lungo 4,70 metri è costruita in fasciame di pino e quercia. Impiegata un tempo in Mediterraneo come unità da carico, ha subìto un affondamento in tempo di guerra e dal 1985 al 1986 è stata già oggetto di approfondito restauro da parte del cantiere. Tra gli interventi effettuati la sostituzione della controruota di prua, dei trincarini e di parte del fasciame dell’opera morta. Per questo genere di lavori è stato impiegato legno di cedro e iroko. Recentemente Anni Venti, cliente ‘storico’ di Del Carlo, è tornata in cantiere per nuovi lavori che hanno contribuito a mantenere intatta la struttura e la navigabilità.
 
Ilda del 1946ILDA, DANAE E MARGARETH
Nel 2003 i Del Carlo sono intervenuti su Ilda, Danae e Margareth. Il primo è un cutter bermudiano lungo 11,20 metri, costruito dalla Ligure di Carpenteria di Recco nel 1946 su progetto dello statunitense William Atkin. La costruzione è in fasciame calafatato di larice su ordinate flessibili e rigide di acacia. Fra gli interventi la sostituzione della coperta e del dritto di prua in quercia con uno nuovo in legno di acacia. L’unità naviga soprattutto nell’Arcipelago Toscano e partecipa con assiduità ai raduni di vele d’epoca.
Danae è invece uno yawl Marconi lungo 16,50 metri, progettato e costruito in fasciame accostato e incollato di cedro dal Cantiere Sangermani di Lavagna nel 1955. Dopo la smantellamento della vecchia coperta in teak, sostituita con una nuova in compensato e teak dello spessore di 35 millimetri, sono stati ricostruiti i trincarini e gran parte dei bagli in acacia. Sostituito parzialmente anche il fasciame in corrispondenza delle lande, ricostruito il pozzetto e le fiancate della tuga.
Tra gli interventi del 2003 anche quello su Margareth, sloop di 10 metri con la poppa a canoa, sul quale è stato rifatto il pozzetto e sostituito il raccordo del bulbo.
 
Mopi del 19532005, MOPI TORNA A NAVIGARE
Il 14 maggio 2005, dopo un importante restauro, lo sloop Mopi del 1953 lungo 9,42 metri è tornato a navigare. La barca, costruita a Olgiate Olona in provincia di Varese da Pietro Tarabocchia su progetto di Dante Ceschina, è stata realizzata impiegando legname di quercia, douglas, mogano e rovere. Questo restauro, avvenuto con la consulenza dell’esperto di barche d’epoca Enrico ‘Chicco’ Zaccagni, nello stesso anno si è aggiudicato il premio Oscar della Vela in occasione del Trofeo Accademia Navale di Livorno. Da qualche anno il suo armatore, il fiorentino Francesco Barthel, ha anche istituito un premio intitolato al nome della barca, vinto da quell’armatore che avrà meglio documentato la storia della propria imbarcazione.
 
UNA NUOVA SEDE PER TERMINARE PATIENCE
Nel 2006 il Cantiere Del Carlo ha inaugurato una nuova sede che si è andata ad aggiungere a quelle già esistenti in Via Pescatori e allo storico cantiere in Darsena Italia. Patience (1)Dopo 27 anni di attesa, su un terreno di proprietà in Viale Europa, è stato infatti possibile erigere un capannone esteso su una superficie di 1000 metri quadrati, con un’altezza utile di 12 metri. Qui è stato completato il restauro di Patience del 1931, cutter bermudiano inglese lungo 21 metri progettato da Camper & Nicholson. La barca era giunta in cantiere dopo la chiusura del Classic Yacht Darsena di Viareggio, già autore del restauro di Lulworth e Iduna. Il progetto del restauro è stato affidato allo Studio Faggioni della Spezia, specialista in questo genere di recuperi.
 
Eilean del 1936 (6)EILEAN, IL RESTAURO ‘VIP’
Un ‘very important refitting’. Così si potrebbe definire il restauro integrale compiuto da Del Carlo, a partire dal 2007, su Eilean, ketch lungo 22 metri costruito nel 1936 dal cantiere scozzese Fife di Fairlie. La barca, costruita in composito con fasciame di teak su ossatura in acciaio, è stata acquistata ad Antigua dal marchio di alta orologeria Officine Panerai, sponsor ufficiale del Panerai Classic Yachts Challenge, per impiegarla come scafo di rappresentanza e strumento di solidarietà sociale. Ecco qualche dato di questo imponente restauro, che ha fatto conoscere il cantiere Del Carlo in tutto il mondo: 40.000 ore lavorate dalle maestranze, 5.000 le viti in bronzo silicio usate per trattenere il fasciame, 500 i metri lineari usati per la coperta in teak, 28 i metri di altezza del nuovo albero di maestra e 6 i metri cubi di mogano impiegato per realizzare gli interni. Al termine del restauro Eilean è stata presentata ufficialmente alla stampa mondiale a La Spezia il 22 ottobre 2009 e nel 2012 ha compiuto la sua 37esima traversata atlantica.
 
SANS SOUCI, IL GIGANTE LUNGO 33 METRI
E’ entrato in cantiere nel 2009 e il varo è previsto tra il 2014 e il 2015. Stiamo parlando di Sans Souci, un motoryacht in legno lungo 33 metri varato nel 1933 dal cantiere tedesco Abeking & Rasmussen con il nome di Vedersein. Progettato da Geerd Nilz Hendel, questa barca riprende lo stile delle vedette militari varate all'epoca dal cantiere. Costruita in mogano e teak, ha sempre navigato lungo la costa orientale americana e subìto diverse trasformazioni per adattarla al mercato del charter. Trasferita via cargo dagli USA, verrà riportata esattamente come al momento del varo, avvalendosi dei disegni originali. I lavori hanno riguardato dapprima il controllo del fasciame, della struttura e della viteria in bronzo per poi procedere al rifacimento di tutti gli impianti e degli interni, risidegnati su incarico della società che gestirà la barca.
 
Agostina, Rivanetto Ligure del 1946 (2)AGOSTINA, UN RIVANETTO LIGURE DEL 1946
Tra settembre del 2010 e l’estate 2011 il cantiere Del Carlo ha restaurato Agostina, raro esemplare di Rivanetto Ligure, tipologia di imbarcazione armata a vela latina che ricorda il liuto, un fratello minore del leudo. Costruito nel 1946 a Riva Trigoso dal cantiere Sangermani, in quel periodo non ancora insediatosi a Lavagna, fu commissionato dai figli di Domenico Stagnaro “Menegotto”, abile uomo di mare, la cui moglie si chiamava proprio ‘Gustin-na’. Lungo 9,23 metri, veniva impiegato per la pesca costiera e d’altura. La barca è costruita con la chiglia in acacia, legno duro che ben sopportava gli alaggi sulla spiaggia sassosa di Riva Trigoso, ordinate e madieri anch’essi in acacia, serrette, bagli e fasciame in pino dello spessore di circa 30 millimetri. Tra i lavori effettuati la sostituzione del 15 per cento del fasciame, trattenuto all’ossatura con chiodi in ferro zincato, la sostituzione di un paio di ordinate, la posa di un paramezzale e di una nuova coperta in teak su compensato marino oltre al ricondizionamento degli interni. Revisionata anche l’attrezzatura velica, composta da un albero in pino marittimo ‘appruato’ come i leudi, dall’antenna in tre pali di frassino uniti con lezzino incatramato e dalla velatura originale in cotone.
 
Da sn, Francesco, Guido e Marco Del CarloLA GRANDE CENA IN CANTIERE
C’è un giorno all’anno in cui la storica sede del cantiere Del Carlo in Darsena Italia si trasforma, tanto da diventare quasi irriconoscibile. Ogni secondo week-end di ottobre l’area sotto il capannone viene infatti sgombrata e pulita per accogliere la grande cena degli equipaggi che partecipano al raduno di barche d’epoca organizzato dalle Vele Storiche Viareggio. L’ambientazione unica e suggestiva ne fanno un appuntamento irrinunciabile per tutti gli appassionati di marineria tradizionale. In questa occasione tutta la famiglia Del Carlo partecipa all’evento e si intrattiene volentieri a chiacchierare con chiunque richieda informazioni sui recuperi del passato … e quelli del futuro. Perché i Del Carlo non sono diventati i ‘Principi’ del restauro per caso. Sanno bene che nulla di tutto ciò sarebbe esistito se non avessero vissuto quotidianamente a contatto con i piccoli e i grandi armatori che, a costo di grandi sacrifici, continuano a mantenere e amare queste splendide imbarcazioni.
 
CONTATTI
Via dei Pescatori 6 
55049 Viareggio (Darsena Italia)
Tel. +39 0584 30976
 
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