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GianAlbertoZanoletti Foto Maccione 2Il 24 maggio 2019 è morto a Milano all’età di 76 anni GianAlberto Zanoletti di Rozzano, fondatore del Museo della Barca Lariana di Pianello Lario, nell’alto Lago di Como, e dell’ASDEC, l’Associazione Scafi d’Epoca e Classici che dal 1987 preserva le tradizioni nautiche e che ha presieduto per ben 27 anni. Nel 2014 era stato colpito da una malattia degenerativa che lo aveva costretto su una carrozzina. Immensa l’eredità culturale lasciata da colui che viene unanimemente riconosciuto come un indiscusso mecenate moderno nel settore della marineria.

Di Paolo Maccione – Maggio 2019
Fotografie di Paolo Maccione  

È morto GianAlberto Zanoletti di Rozzano, storico presidente dell’ASDEC
GianAlberto Zanoletti il ritratto Foto MaccioneVenerdì 24 maggio 2019
alle ore 14.30, presso l’Istituto Auxologico Italiano di Via Mosè Bianchi a Milano, è morto all’età di 76 anni GianAlberto Zanoletti. Da circa tre anni, a causa di una malattia neurodegenerativa che lo aveva privato della parola, era costretto su una carrozzina. Era nato a Luino il 6 marzo 1943 e viveva tra la sua casa di Milano e quella di Molvedo (CO). Nel 1982, all’interno di una filanda ottocentesca a Pianello Lario, nell’alto Lago di Como, Zanoletti aveva cominciato a raccogliere barche, materiali e attrezzature legate alla nautica tradizionale e fondato il Museo della Barca Lariana. Oggi questa realtà, che ospita oltre 400 scafi di tutti i tipi, è diventata una delle più importanti raccolte esistenti al mondo. Nel 1987, insieme ad altri sei amici, aveva fondato a Milano l’ASDEC (Associazione Scafi d’Epoca e Classici) con lo scopo di riunire tutti gli appassionati di scafi d’epoca e classici a motore, a remi e a vela, sia da diporto che da lavoro. Per ben 27 anni, fino al 2014, momento in cui è stato aggredito dalla malattia, ha ricoperto la carica di storico presidente del sodalizio e, fino alla scomparsa, quella di presidente onorario.

L’ultima apparizione di Zanoletti

Museo Barca Lariana 2018 Foto Maccione 11Da sinistra: Alberta Zanoletti, GianAlberto Zanoletti, Roberta Lamperti e Ferdinando Zanoletti (Foto Maccione)

Tra le ultime apparizioni in pubblico di GianAlberto Zanoletti quella del 15 luglio 2018 quando, dopo 18 anni di chiusura, ha assistito alla riapertura al pubblico del ‘suo’ Museo della Barca Lariana. 

Il video dell’inaugurazione del Museo della Barca Lariana realizzato da Barche d'Epoca e Classiche: 


Il funerale a Milano
GianAlberto Zanoletti ASDEC Foto MaccioneIl funerale di GianAlberto Zanoletti di svolgerà nella giornata di lunedì 27 maggio 2019, alle ore 09.00, presso la parrocchia di San Babila, in Piazza San Babila a Milano. Più volte, quando era in vita, quasi scherzosamente, ricordava come al momento della sua scomparsa, “tra circa 500 anni”, non avrebbe voluto vedere facce tristi, ma solo una gran festa in suo onore con gente sorridente. GianAlberto Zanoletti lascia due figli, Ferdinando e Alberta, prosecutori e custodi dell’attività paterna (Ferdinando è Segretario Generale del Museo della Barca Lariana), e la compagna dei suoi ultimi 12 anni di vita, Roberta Lamperti dei Marchesi di Rozzano in Villa, Direttore Marketing e Comunicazione del Museo della Barca Lariana. Dal 2005 l’ASDEC, oggi presieduta dall’avvocato milanese Fabio Malcovati, è diventata Club federato dell’ASI (Automotoclub Storico Italiano). Responsabile della Segreteria continua ad essere la storica Alessandra Morandini. Il raduno per motoscafi d’epoca che si terrà dal 14 al 16 giugno a Cernobbio Villa d’Este (CO) rappresenterà un’occasione per ricordare la figura di colui che potrà (e dovrà) essere sempre ricordato come un personaggio iconico e raro mecenate nel settore della nautica tradizionale.

Fotografo, subacqueo, viaggiatore … e amante dell’Italia 
GianAlberto Zanoletti (così voleva che si scrivesse, con il doppio nome attaccato) dopo gli studi scientifici aveva cominciato a lavorare nell’azienda di famiglia, la Zanoletti Metalli, fornitore di prodotti metallurgici per grandi imprese. Di stirpe nobile, era Marchese ma non amava esibire né il titolo né la provenienza aristocratica, aveva cominciato a dedicarsi alla fotografia subacquea realizzando reportage in tutto il mondo, dalla Micronesia all’Australia, dal Pakistan al Sudan. Sempre molto attento al sociale aveva vissuto con gli aborigeni, partecipato alla difesa dei diritti dei popoli tribali, viaggiato sulle navi rompighiaccio in un’epoca in cui i collegamenti erano rari e difficoltosi. Affamato di conoscenza cercava continuamente il contatto con il mondo e la realtà. Poi un giorno si è fermato, consapevole che, nonostante il desiderio spasmodico di ricercare il bello nei luoghi più esotici del pianeta, non esista Paese più meraviglioso dell’Italia. Il suo ‘centro del mondo’ è tornato ad essere il Lago di Como, del quale è sempre stato incantato.

I ricordi 
GianAlbertoZanoletti su Bob Foto MaccioneDopo la malattia che l’aveva costretto su una sedia a rotelle GianAlberto, nonostante “parlasse solo con gli occhi”, lasciava sempre intendere quanto amasse la vita. “Mio padre”, racconta il figlio Ferdinando, “era una persona innamorata della sua passione. Era tutt’uno con le barche delle quali si circondava. Spendeva le proprie energie per sviluppare il Museo e per salvare e preservare la nautica tradizionale. Nel corso degli anni aveva accumulato un immenso archivio storico, che teneva nella sua casa di Milano e sul Lago di Como. Oggi dobbiamo lavorare affinchè la sua eredità culturale non vada mai dispersa”. “GianAlberto”, ricorda la compagna Roberta Lamperti, “era un personaggio colto, che insegnava in punta di piedi, anche se in maniera cattedratica. Ha sempre avuto lo stupore di un bambino, uno spirito forte e grande dignità anche durante la malattia. Nel suo piccolo è stato ‘precursore’ dell’economia circolare. Si racconta che ancor prima della cosiddetta ‘plastic invasion’ desse disposizioni alla domestica di lavare sempre con cura i barattolini di yogurt e di riciclarli fino al naturale deperimento. Per il territorio che aveva sempre amato, l’alto Lario, aveva altresì progettato un percorso tra i sentieri con indicazione dei luoghi rilevabili tramite il moderno QR CODE. L’ultima uscita sul Lago di Como risale al 2018, quando è stato imbarcato su un gommone con la carrozzina. Ancora una volta ha potuto ammirare le amate sponde dall’acqua. Il suo motto era riassunto in due parole, che aveva fatto incorniciare e messo sulla scrivania: ‘Mai mulà’ (mai mollare).”

Visita il sito 
www.asdec.it 
www.museobarcalariana.it

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