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Cronaca della sfida romantica tenutasi il 4 ottobre 2014 all’Isola d’Elba tra due vele d’epoca. Da una parte lo yawl Latifa di Mario Pirri, dall’altra il ketch Eilean di Officine Panerai. Entrambe sono state costruite in legno nel 1936 dal cantiere scozzese Fife. Partenza e ritorno a Marciana Marina, dopo avere scapolato una boa ‘virtuale’ all’isola di Capraia. Eilean è in testa dall’inizio, poi Latifa rimonta e la supera. A 16 miglia dall’arrivo, causa mancanza di vento, Eilean si ritira decretando la vittoria di Latifa. Barche d’Epoca e Classiche è stata invitata a partecipare a bordo di Eilean. Ecco il resoconto della regata.

 

Di Paolo Maccione – Ottobre 2014

Fotografie di Paolo Maccione e Guido Cantini/Panerai

Latifa-e-Eilean-(1)LATIFA vs EILEAN: UNA SFIDA IN TEMPO REALE
Il 4 ottobre 2014, nel tratto di mare tra l’Isola d’Elba e l’Isola di Capraia, si è svolta la già annunciata competizione romantica tra due imbarcazioni a vela d’epoca. Da una parte lo yawl bermudiano Latifa, condotto dal suo armatore Mario Pirri, che aveva lanciato il guanto della sfida nei confronti di Eilean, il ketch bermudiano timonato da Angelo Bonati, CEO di Officine Panerai, la maison di alta orologeria proprietaria dell’imbarcazione impiegata per promuovere il Panerai Classic Yachts Challenge, il più importante circuito internazionale riservato alle imbarcazioni a vela d’epoca e classiche.
Il ritrovo è fissato per le ore 08.30 presso le banchine del Circolo della Vela di Marciana Marina. Imbarchiamo su Eilean, pronti a seguire la sfida minuto per minuto. Semplici le regole, che prevedevano la partenza delle due sfidanti dalla località di Marciana Marina, l’arrivo all’Isola di Capraia e il ritorno presso la località elbana. Trentasei le miglia nautiche totali da percorrere. La prima barca che sarebbe arrivata in tempo reale, senza l’applicazione dei cosiddetti ‘tempi compensati’ che regolano le regate di barche d’epoca in base ai propri certificati di stazza, avrebbe vinto. Unici obblighi quelli che a bordo delle due contendenti fosse imbarcato uno stesso numero di membri di equipaggio, 15 in questo caso, e che gli scafi sarebbero stati timonati dal loro armatore.
Sia Latifa, lunga 21,33 metri, che Eilean, lunga 22,20 metri, sono state costruite col fasciame in legno e l’ossatura in acciaio nel 1936 presso il cantiere scozzese William Fife & Son. Entrambe espongono una velatura distribuita su due alberi, circa 250 i metri quadrati di vela per Latifa e fino a 300 metri quadrati per Eilean (escluse le vele per le andature poppiere). La prima è stata concepita come racer da competizione, mentre la seconda nasce invece come barca adatta alla crociera veloce.
 
L-equipaggio-di-Latifa Foto-MaccioneL’EQUIPAGGIO DI LATIFA …
Sia Latifa che Eilean ospitano a bordo un concentrato di marineria ed esperienza. Sulla prima, oltre all’armatore Mario Pirri, navigatore solitario e grande uomo di mare, c’è anche il figlio Gabriele, giovane ed esperto navigatore cresciuto velisticamente alla scuola del padre. È lui che nel 2013 è andato a soccorrerlo quando un incidente a bordo ha interrotto la sua navigazione verso la Scozia per partecipare alla Fife Regatta, la regata quinquennale dedicata alle barche di Fife. Gabriele ha condotto Latifa alla manifestazione, poi vinta. A bordo anche Enrico ‘Chicco’ Zaccagni, consulente nel restauro delle imbarcazioni d’epoca nonché presidente delle Vele Storiche Viareggio, Andrea Guaita e Danilo Bruni, già regatanti ed esperti marinai su Candida, Deva e la Croce del Sud. Poi David Aisher, armatore del cutter Thalia del 1888, Barney Sandeman, proprietario dello yawl Sparkman & Stephens Laughing Gull … e tre donne.
 
L-equipaggio-di-Eilean Foto-MaccioneL’EQUIPAGGIO DI EILEAN …
Anche su Eilean non mancavano competenze ed esperienza, a cominciare dal comandante Andrew Cully, inglese classe 1977, 6 traversate atlantiche all’attivo e un passato su barche d’epoca come Onghiara, Mariquita, Lady Ann e Moonbeam IV. Con lui i fratelli Alessandro e Stefano Valente, che insieme a Massimo Rimauro componevano il trio denominato ‘i Maciste di bordo’. Basterebbe uno solo di loro per issare la pesante randa di maestra. Poi Stefano Pardini, ex comandante di Alcor Secondo attualmente al comando del ketch Javelin del 1897, Stefano D'Oria e Roberta Pietrasanta, il cuoco-velista e la hostess-velista fissi su Eilean, Gaja Zanobini e Patrizio Soldi, oggi uniti nel sacro vincolo del matrimonio e già in passato imbarcati sulla stessa Eilean e Patience del 1931. Alla tattica Mauro Patruno, 1° Maresciallo Luogotenente Nostromo della Marina Militare con all’attivo un giro del mondo sull’imbarcazione scuola Orsa Maggiore, innumerevoli regate su barche d’epoca e coach del navigatore solitario Andrea Pendibene.
 
Il-lancio-della-monetina Foto-MaccioneIL LANCIO DELLA MONETINA
I due timonieri hanno affidato al lancio di una monetina la decisione di chi avrebbe avuto il privilegio di partire sopravvento rispetto al proprio avversario. La sorte ha favorito Eilean. Dopo la stretta di mano e un saluto molto british, ‘have a good day’, barche ed equipaggi si sono staccate dalla banchina. La giornata ha confermato le previsioni della vigilia: sole come in piena estate, temperature oltre i 20 gradi, ottima visibilità, assenza di perturbazioni e una leggera brezza da nord est.
 
LA PARTENZA, EILEAN IN TESTA
Appena usciti dal porto le barche cominciano a issare le vele, mentre le rispettive prue beccheggiano tra piccole onde da nord di altezza non superiore a mezzo metro. Salgono a rive le rispettive rande di maestra e quelle di mezzana, seguite dalle vele prodiere: trinchetta, fiocco e uccellina. Alle 09.40 il vento raggiunge gli 8-9 nodi di intensità. Manovre-su-Eilean Foto-Maccione-4Nel corso del circling, l’ingaggio con virate e strambate che precede la partenza, le due barche si ritrovano per un attimo prua contro prua, come volessero lanciarsi un’ultima occhiata di sfida prima del via. Poi si affiancano a non più di 50 metri di distanza. Come convenuto Eilean mantiene la posizione sopravvento. Sono le 10.25, il grande momento è arrivato. Nessun colpo di cannone o suono di corno. Da Latifa Mario Pirri lancia un segnale col braccio. Partiti!
In una manciata di secondi l’equipaggio di Eilean issa la carbonera. Con vigorose bracciate sale in testa d’albero anche il gennaker asimmetrico, mentre i fili di lana che lo tenevano imbrigliato volano in mare come fossero coriandoli. Il ketch di Officine Panerai, completamente invelato, raggiunge subito 6 nodi di velocità. Rotta 320°, mure a dritta, la Capraia è proprio di fronte … e Latifa è già 300 metri indietro.
 
Angelo-Bonati Foto-Maccione-4LA REGATA: “DOTTÒ, … POGGI SULL’ONDA, POI ORZI”
Tra la tarda mattinata e il primo pomeriggio accade di tutto. Latifa issa il suo gennaker asimmetrico e con le vele in assetto accorcia le distanze mantenendo la propria posizione sottovento rispetto a Eilean, ma avvicinandosi sempre più all’isola di Capraia. Entrambe le barche approfittano di provvidenziali raffiche di vento, l’equipaggio si sposta sopravvento o sottovento a seconda della convenienza e della velocità, che spesso scende a 3-4 nodi … e anche meno. Angelo Bonati, concentrato al timone, conduce Eilean miglio dopo miglio senza mai distrarsi. Il nostromo Patruno ogni tanto comunica: “Dottò, tenga un angolo di 120° rispetto al vento e quando arrivano le onde prima poggi e poi orzi, per non strozzare la barca, vi dico io quando”. Poi raccomanda la regolazione della carbonera, quando ‘punge’ va subito cazzata.
Alle 11.20 la mura di quest’ultima si sgancia, mancava il nodo Savoia nel terminale della cima, e svolazza oltre la poppa. Un bozzello vola in mare. Per recuperare la mura Massimo ‘Maciste’ sale in equilibrio lungo il paranco della scotta di mezzana. Ora è lì, con i suoi oltre 100 chili di peso in bilico su una cima tesa sull’acqua. Basta una mossa sbagliata per finire in acqua. No, un uomo a mare in questo momento non gioverebbe al proseguimento della competizione. Andrew lo raggiunge, adesso a essere in bilico sono in due. Entrambi tendono le braccia ed agguantano il punto di mura della carbonera che quasi gioca a non farsi prendere. È fatta, si può riarmarla e continuare. I cambi di vele si susseguono, la rotta scelta consente di raggiungere il punto prefissato in Capraia senza bordeggiare. Si procede sempre con mure a dritta.
 
Pausa-caff-in-regata Foto-MaccioneCAFFÈ E TORTA AL CIOCCOLATO
Alle 12.25 sono state percorse circa 12 miglia. Alle 13 Latifa ammaina il gennaker. La sfida è comunque tra gentleman e c’è tempo per mangiare un panino, una bella fetta di torta al cioccolato e pere, rigorosamente cucinata a bordo, e un ricco caffè. Ogni tanto il comandante Andrew invita Bonati a correggere la rotta: “Come down a touch Mister Bonati, come down a bit more …”. La cosa ci sta tutta. In tutta la stagione il CEO di Panerai non è mai riuscito a ritagliarsi una giornata a bordo della sua amata Eilean per ‘farci la mano’. Ogni tanto ricorda come gli abbiano dato del ‘pazzo’ quando decise di riportarla all’antico splendore dopo averla scovata nel 2006 incastrata tra le mangrovie dell’isola di Antigua.
Poi il vento scende sotto i 5 nodi, l’onda rallenta e fa sbattere la barca e le vele. Il gennaker che era stato ammainato torna a riva. Per stringere maggiormente il vento si modifica il punto di scotta armando un barber hauler sulla scotta stessa.
 
LatifaIL SORPASSO DI LATIFA, L’ABBANDONO DI EILEAN
Verso le ore 14 proprio Latifa approfitta di una brezza sottocosta che le permette di girare la boa ‘virtuale’ concordata, un punto GPS collocato nei pressi di Punta del Ferraione. Da quel momento inizia il suo ritorno verso Marciana Marina. Eilean, rimasta indietro, solo dopo circa mezz’ora riesce a strambare in boa per poi dare il via all’inseguimento della barca di Pirri. Anche se spesso la velocità della barca scende a 1-2 nodi, metro dopo metro il ketch di Panerai guadagna acqua, arrivando a poca distanza dalla poppa dell’avversario. A bordo di Latifa il nervosismo è palpabile: “Sono vicini”, commenta l’equipaggio, “molto vicini. Tra poco ci riprendono”.
Dopo cinque ore di regata, proprio quando sembrava potesse materializzarsi il sorpasso, Latifa rimette a segno le vele, riesce a mantenerle gonfie … e riparte. Con arie leggere tutto gioca a suo favore, dal dislocamento di 40 tonnellate rispetto alle 50 tonnellate di peso di Eilean, dal profilo della tuga di coperta, più aerodinamica e di dimensioni più contenute rispetto a quella dell’avversaria, alla maggiore pulizia della carena rispetto ad Eilean, giunta alla sfida dopo una stagione durante la quale ha percorso non meno di 2500 miglia di mare.
Mario-Pirri-riceve-la-medaglia-dell-AIVE Foto-MaccioneAlle 15.50, dopo circa 22 miglia percorse e considerate le 16,5 miglia di distanza dal porto di Marciana Marina, verificata l’impossibilità di potere proseguire a vela in quasi totale assenza di vento, Eilean comunica ufficialmente a Latifa l’abbandono della competizione e l’ammissione della sconfitta.
 
LA PREMIAZIONE: A LATIFA LA MEDAGLIA D’ORO E 2 CASSE DI CHAMPAGNE
Nel tardo pomeriggio, a bordo di Latifa, si è tenuta la cerimonia di premiazione. Giancarlo Lodigiani, in rappresentanza dell’A.I.V.E., l’Associazione Italiana Vele d’Epoca alla quale sono iscritti i due scafi, ha consegnato a Mario Pirri una medaglia d’oro con incisi i nomi delle barche e l’anno della sfida. Presente anche la navigatrice solitaria Laura Zolo, socio delegato per le regate d’altura e storiche della Lega Navale di Portoferraio con all’attivo numerose imprese in campo velico. L’armatore di Latifa ha inoltre ricevuto in dono due casse da 6 bottiglie l’una di champagne Krug.
Nell’occasione Pirri ha dichiarato: “Non sono un regatante e amo navigare solo per il grande piacere di vivere la crociera in alto mare. Prima di questa sfida ero un po’ preoccupato e ammetto di avere studiato tutte le caratteristiche di Eilean, a cominciare dal suo piano velico. Oggi siamo stati fortunati ad approfittare della brezza sottocosta all’isola di Capraia per battere la nostra avversaria. Non escludo di potere ripetere la sfida, magari introducendo parametri correttivi che possano creare maggiore equilibrio tra queste due barche, che considero vere e proprie opere d’arte uniche nel loro genere. Faccio i miei complimenti a Officine Panerai per il circuito di vele d’epoca che da dieci anni promuove e valorizza la cultura delle imbarcazioni storiche.”
La giornata si è conclusa con una grande cena conviviale di entrambi gli equipaggi e un arrivederci alla stagione 2015.
 
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